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Avvolgitori, lampade e garage tools

In quest’articolo parliamo di…

  • TOG unisce competenze cliniche, tecnologie avanzate e un approccio multidisciplinare per offrire terapie totalmente gratuite a bambini e ragazzi con gravi patologie neurologiche, diventando un punto di riferimento nazionale per la riabilitazione neurocognitiva.
  • Strumenti come puntatori oculari, stanze immersive, realtà virtuale e produzione 3D del FabLab permettono di potenziare comunicazione, relazioni e gestione emotiva, sostenendo lo sviluppo globale di ragazze e ragazzi.
  • Il bistrot, gli spazi condivisi, i percorsi di integrazione scolastica e le attività aperte alla città rafforzano la rete educativa e sociale attorno ai bambini, trasformando TOG in un luogo dove cura, comunità e inclusione procedono insieme.

Nei nuovi spazi di via Livigno a Milano, TOG offre terapie gratuite all’avanguardia e costruisce legami tra clinica, scuola e comunità, creando un riferimento nazionale per la neuro-riabilitazione di bambini e ragazzi

Fondazione TOG nasce nel 2011 con una missione che unisce competenze cliniche, ricerca scientifica e impegno sociale: offrire cure altamente specialistiche a bambini e ragazzi con gravi patologie neurologiche, sostenendo il loro sviluppo e ampliando le possibilità di autonomia.

Nel 2023 la fondazione ha inaugurato in Via Livigno 1, a Milano, un polo riabilitativo di oltre 3.000 metri quadrati che integra tecnologie d’avanguardia, spazi aperti al territorio e un’équipe multidisciplinare formata ai più elevati standard professionali.

Questo centro rappresenta oggi un riferimento nazionale per la riabilitazione neurocognitiva dei piccoli pazienti con lesioni del Sistema Nervoso Centrale, con percorsi individualizzati che tengono conto delle esigenze di vita di ciascuno.

A rendere unico il modello TOG è anche la sua natura filantropica: pur essendo un ente privato, le cure vengono fornite in totale gratuità, creando un presidio che integra e rafforza l’offerta della sanità pubblica.

Accanto alla pratica clinica, la fondazione investe nella ricerca scientifica e nella formazione continua, sia interna sia rivolta a professionisti esterni, con l’obiettivo di diffondere conoscenze e innovazione nel campo della riabilitazione infantile.

In questa intervista intervengono Veronica Valenti, Comunicazione Istituzionale e Relazioni Esterne, e Mattia Ciurnelli, Responsabile FabLab, che raccontano visione, progetti e vita quotidiana di un luogo dove cura, tecnologia e comunità si intrecciano ogni giorno. Buona lettura.

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“Offrire cure altamente specializzate ai bambini con fragilità neurologiche è la nostra missione”

Come nasce la Fondazione TOG e quali sono i suoi obiettivi?

La fondazione nasce nel 2011 con l’obiettivo di offrire cure e percorsi riabilitativi altamente specializzati a bambini e ragazzi con gravi patologie neurologiche. Seguiamo soprattutto bambini con paralisi cerebrali, sindromi genetiche e disabilità intellettive che comportano difficoltà motorie, comunicative e cognitive. La sede è da sempre a Milano e dal 2023 ci siamo trasferiti in un nuovo centro, molto più grande, che oggi accoglie 120 bambini e ragazzi.

Nel vostro centro i bambini seguono percorsi riabilitativi personalizzati. Puoi spiegare quali terapie offrite e come funziona l’organizzazione del centro diurno, anche in relazione al rapporto con la scuola?

I nostri utenti vengono qui per terapie personalizzate che spaziano dalla fisioterapia alla logopedia, dalla psicomotricità alla musicoterapia. Il nuovo centro ci ha permesso di ampliare i servizi e di diventare un punto di riferimento per la città rispetto alle fragilità infantili.

Siamo un centro diurno: i bambini fanno qui la riabilitazione e poi tornano nella loro quotidianità. Per noi è fondamentale che siano inseriti nel loro contesto di vita, scuola compresa. Lavoriamo molto anche con gli istituti scolastici.

Un avvolgitubo di Zeca nel centro TOG | ZecaUna cosa che colpisce del vostro centro è l’apertura al territorio: spazi comuni, un bistrot, aree di condivisione. Puoi dirci di più a riguardo?

Sì, il nuovo centro ci ha permesso di creare anche uno spazio aperto al territorio, in particolare il bistrot gestito dall’associazione Maestro Martino, presieduta dallo chef Carlo Cracco. Per ora i nostri ragazzi non lavorano lì, perché il loro percorso riabilitativo richiede molti anni, però stiamo avviando progetti che guardano anche a questa direzione. Una delle iniziative cui teniamo molto è “TOG al lavoro”, che offre competenze pre-professionali ai ragazzi più grandi.

La tecnologia sembra avere un ruolo centrale nel vostro approccio riabilitativo. In che modo strumenti digitali e soluzioni innovative supportano la comunicazione e le attività dei bambini?

Utilizziamo molto la tecnologia a supporto della riabilitazione, ad esempio i puntatori oculari, che consentono ai bambini di comunicare attraverso il movimento degli occhi. Abbiamo anche stanze immersive con proiezioni a 360°, che li aiutano a vivere esperienze sensoriali rilassanti e stimolanti, offrendo una pausa dal lavoro riabilitativo tradizionale.

Collaboriamo con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano per attività di realtà virtuale che i ragazzi apprezzano moltissimo. La tecnologia è sempre centrale nel nostro approccio, perché permette ai bambini di far emergere capacità spesso nascoste.

Offrite percorsi riabilitativi anche in piscina?

Sì, la piscina è parte integrante delle attività riabilitative. La stiamo aprendo gradualmente anche a utenti esterni, sia per sostenibilità sia per promuovere la conoscenza della fondazione. Il nostro centro è organizzato su due livelli: la parte riabilitativa sopra, mentre al piano terra ci sono piscina, bistrot e FabLab, che vivono anche di iniziative aperte al territorio.

Puoi raccontarci come nasce e come funziona il FabLab?

(Qui ci risponde Mattia Ciurnelli, responsabile del FabLab della fondazione TOG, NdR).

L’idea nasce dal fatto che TOG ha sempre guardato alla tecnologia come leva centrale. Già nel 2013-2014 abbiamo iniziato a esplorare la stampa 3D per produrre ausili su misura. Una nostra terapista ebbe l’intuizione di sostituire alcuni ausili tradizionali, spesso poco durevoli o poco estetici, con modelli scannerizzati in 3D e stampati internamente. Da questa intuizione è nato l’approccio alla fabbricazione digitale.

Considera che nel nuovo centro abbiamo un laboratorio di 200 metri quadri con sette stampanti 3D, macchine a taglio laser, frese CNC e un’area dedicata al tessile.

Il FabLab ha una doppia funzione: supportare la parte clinica con la produzione di ausili e strumenti riabilitativi, e contribuire alle attività di raccolta fondi tramite la realizzazione di oggetti personalizzati.

I ragazzi partecipano alle attività del FabLab?

Sì, ci sono stati diversi progetti, soprattutto nell’ultimo anno. Faccio un esempio: a febbraio abbiamo concluso un progetto durato quattro mesi che ha coinvolto diverse aziende e cento designer nella creazione di paralumi stampati in 3D. L’assemblaggio finale è stato realizzato anche con l’aiuto di alcuni dei nostri ragazzi più grandi. Durante eventi come la Design Week o l’Open Day che facciamo a settembre, organizziamo laboratori aperti a utenti TOG e al pubblico esterno.

Vorrei parlare della musicoterapia. Che ruolo ha nel vostro percorso riabilitativo?

La musicoterapia è uno spazio magico, dove le emozioni emergono con naturalezza. Con la nuova piscina abbiamo avviato anche la possibilità di fare idroterapia con musica, che crea un ambiente ancora più coinvolgente.

Quest’anno abbiamo realizzato un progetto con il compositore e pianista Alessandro Martire: i bambini hanno creato, tramite gli strumenti presenti nel FabLab, un vero brano musicale dal titolo “Luce”. È stato un percorso emozionante, molto arricchente sia per loro sia per chi lavora qui.

Un avvolgitubo Zeca nel centro TOG di Milano | ZecaParliamo di integrazione scolastica. Che tipo di supporto offrite alle famiglie e alle scuole?

La presa in carico del bambino significa lavorare su tutti i contesti in cui vive: famiglia, scuola e territorio. La grande maggioranza dei bambini che seguiamo frequenta la scuola, quindi forniamo monitoraggio e consulenza a insegnanti, educatori e operatori.

Organizziamo anche corsi di formazione per le scuole. Con il nuovo centro abbiamo spazi più ampi e abbiamo potuto ospitare classi scolastiche intere. Una classe di un nostro bambino è venuta per un’attività nel FabLab. È stato un momento bellissimo, perché i compagni hanno potuto vedere dove lui fa riabilitazione e questo favorisce la comprensione e l’inclusione.

Quali sono i progetti futuri o le aspirazioni che la fondazione vorrebbe sviluppare?

Mattia Ciurnelli: I progetti in corso sono tanti. “TOG Lavoro”, di cui parlava Veronica, è una delle iniziative che vogliamo ampliare. Dal lato del FabLab stiamo lavorando da tempo a un progetto molto importante: una struttura modulare che supporti gli ausili prodotti per i bambini, permettendo alle famiglie di utilizzarli in modo più versatile a casa. L’obiettivo è far sì che i bambini possano partecipare alla vita domestica, ad esempio stando al tavolo insieme ai fratelli.

Veronica Valenti: Nel 2026 celebreremo anche il nostro anniversario, un’occasione per raccontare il percorso fatto dal 2011 a oggi e condividere la nostra visione per i prossimi anni.

Un’ultima domanda: come può sostenervi chi vuole aiutarvi?

Sul nostro sito è possibile sostenere la fondazione con una donazione e conoscere da vicino tutti i progetti che portiamo avanti ogni giorno.

Durante il periodo natalizio proponiamo anche un catalogo speciale con oggetti realizzati nel nostro FabLab: un modo concreto per contribuire alla raccolta fondi e, allo stesso tempo, portare a casa qualcosa che racconta davvero lo spirito di TOG.

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Il valore di un modello riabilitativo che integra clinica, tecnologia e inclusione

La conversazione con TOG restituisce l’immagine di una fondazione che unisce cura, tecnologia e comunità in un progetto capace di incidere davvero sulla vita dei bambini e dei ragazzi che segue.

Il nuovo polo riabilitativo di TOG integra percorsi personalizzati con musicoterapia, realtà virtuale, piscina riabilitativa e attività del FabLab, favorendo non solo lo sviluppo dell’autonomia, ma anche la possibilità di comunicare, costruire relazioni più solide, gestire le emozioni e rafforzare l’autostima.

La dimensione clinica convive con la missione filantropica che caratterizza TOG fin dalla nascita: la fondazione opera in totale gratuità, affiancando la sanità pubblica e offrendo alle famiglie un supporto fondamentale.

Accanto alle attività riabilitative, il bistrot e gli spazi aperti al territorio rafforzano il legame con la comunità, mentre la collaborazione con le scuole amplia la rete educativa e inclusiva attorno ai piccoli pazienti. La ricerca scientifica e la formazione professionale contribuiscono a diffondere un modello avanzato, orientato all’innovazione e alla crescita delle competenze.

Un sentito ringraziamento alla Fondazione TOG per l’intervista e per il lavoro prezioso che svolge ogni giorno. Se vuoi sostenere le sue attività puoi farlo tramite una donazione; se invece hai un’azienda e vuoi sapere come supportare TOG, puoi cliccare qui.

Ti ricordiamo, infine, che qui puoi consultare il catalogo natalizio con gli oggetti realizzati nel FabLab dalle ragazze e dai ragazzi del centro.

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